Festeggiamenti in onore del Santo Patrono San Vito Martire a Sapri

SAN VITOIl 15 giugno, a Sapri, non è una data come le altre.
Sappiamo che ufficialmente è con il solstizio d’estate di giorno 21 che la bella e assolata stagione bussa alle porte con le sue infradito colorate e le caffetterie affollate all’ora di punta…
Eppure, in alcuni posti, in alcuni momenti dell’anno, l’aria che si respira è diversa ed è proprio come se il caldo e l’afa battessero sul tempo le convenzioni  perché a Sapri, come in molte altre piccole comunità italiane, arriva l’ estate quando  arriva  San Vito.
San Vito è il patrono della piccola gemma dei mari del Sud ed è ricordato alle idi del sesto mese dell’anno solare. Il quartiere “Marinella” nella parte più antica del cuore della città, si anima di musica, persone e di quell’odore che, diciamocelo, è tipico di soli tre mesi l’anno: quello invitante delle arachidi tostate.
La banda suona nel pomeriggio per le vie del paese e, alla sera,  davanti ad un fedele pubblico dal palco allestito in piazza Plebiscito, la stessa che viene animata dalle luminarie e dal vociare continuo delle folle estive.
E poi giù, di musica, balli, giostre e fuochi (pirotecnici!) che accendono la baia.
L’estate comincia con San Vito dunque, con ben sei giorni d’anticipo sul calendario.
A Sapri è così, un appuntamento eterno a “mò che è San Vito”, il vero rullo di tamburi di tutte le altre feste, ricorrenze, sagre che interessano la zona.
La statua del santo è esposta per una settimana presso la Chiesa Madre mentre  il 15 viene portata in processione fino a raggiungere il famoso pozzo (detto “di San Vito” appunto) dove sembra che, in passato, sia avvenuto un miracolo proprio per sua opera:  avrebbe, infatti, ridato l’acqua potabile ai sapresi.
La storia del martire è segnata dalla leggenda che lo vede siciliano di nascita ma con radici pagane: opera azioni miracolose già da bambino fin quando, adolescente, viene fatto arrestare e torturare senza tuttavia mai rinunciare al proprio credo. Forse liberato per intercessione divina, viene condotto a Roma dove l’imperatore Diocleziano lo implora di liberare il figlio dalla possessione del demonio.
Anche qui però trova ostilità e prigionia, essendo considerato da tutti eretico e stregone: sarà lo stesso imperatore capitolino ad ordinarne l’uccisione.

~Myriam Guglielmetti~

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